FIORI DI BACH: la mia esperienza

Mi chiamo Sonia. Ho 35 anni. Sono sposata da 13 anni; ho due figli: Luca di 11 aa e Matteo di 8 aa. Lavoro da 13 anni come logopedista. Mi sono avvicinata ai fiori di Bach circa 5 anni fa, quando, scettica, non conoscevo minimamente il ‘mondo energetico’, ma mi fidavo soltanto di test tarati e di macchinari che fotografando il nostro corpo, a detta della medicina classica, ci dicono ‘come stiamo’. Quello di cui mi fidavo era il mondo empirico, quello che potevo toccare con mano, e che soprattutto, mi desse delle prove, dei risultati certi. Continua a leggere

Libri: “MEDICINA UMANISTICA”

Ho l’onore di pubblicizzare un libro che attendevo da tempo, e che contribuirà ad arricchire il mio lavoro e il lavoro personale di ogni mio paziente che desidererà conoscere meglio i fiori di Bach, di cui tanto mi faccio promotrice, in quanto strumento utile per l’autocura.

MEDICINA UMANISTICA. Autorealizzazione, Salute ed Evoluzione attraverso la Floriterapia di Bach

di MICHELE IANNELLI (medico specialista in Psicologia Clinica, psicoterapeuta ed omeopata)  e PAOLO MONTENERO (medico specialista in Neurologia, Fisiatria, Patologia Generale ed omeopata) Nuova Ipsa Editore, Palermo. Continua a leggere

Multimedia: Apprendimento

Nella sezione “Multimedia – Corsi e Lezioni” sono state inserite le slide della lezione “Apprendimento“, seconda parte del corso sulle difficoltà di linguaggio e apprendimento che sto tenendo presso le scuole.

Inoltre ho aggiornato anche la presentazione “Linguaggio ed Prerequisiti” relativa alla prima prima parte del corso. Buona lettura!!!

I miei Ringraziamenti

In questo splendido percorso non posso non ringraziare le persone che mi incoraggiano, mi sostengono praticamente e moralmente…

Grazie a Stefano, mio marito, che credendo nelle mie capacità mi ha sostenuta nei momenti difficili, sopportata pazientemente quando i miei ritmi lo hanno travolto, e incoraggiata ad aprire il mio sito;

grazie a Luca e Matteo, miei figli,  che mi permettono di scoprire le tappe evolutive senza studiarle, di ridimensionarmi, e di fare esperienza di quanto è difficile ma bello essere genitori;

grazie a i miei genitori, attraverso i quali ho potuto conoscere la vita; Continua a leggere

Terapista e paziente: confini

Spesso mi interrogo rispetto al mio ruolo, come terapista, chiedendomi qual è la mia area di intervento, fin dove (per il bene del paziente) devo operare, e dove devo lasciargli spazio per la crescita personale. Abbiamo già più volte ribadito il concetto che riabilitare è dare alla persona la possibilità di conoscere sé stessa, prendersi in carico ed occuparsi finalmente di sé. La domanda successiva per noi riabilitatori è: ‘fin quando sono chiamato ad occuparmi della persona?’ e ‘nel momento in cui mi accorgo che la persona può camminare da sola, ho il coraggio di lasciarla andare, oppure creo legami, vincoli di dipendenza fra me e lei?’ Continua a leggere

Multimedia: Linguaggio e Prerequisiti

Prende vita la nuova sezione “Multimedia” nella quale verra messo a  disposizione dell’utente materiale da me creato ed utilizzato per lezioni a psicologi, insegnanti o altre categorie. Uno strumento visivo adatto per una selezione rapida degli argomenti. Si inizia con la presentazione “Linguaggio ed Prerequisiti“.

Il valore del corpo

Recentemente mi è capitato fra le mani uno scritto di Monsignor Santo Marcianò sul valore del corpo nell’antropologia cristiana (Cosenza, 2007). Ho trovato in esso degli ottimi spunti che ben si sposano con ciò che finora è stato detto rispetto alla malattia.

“Occorre ritrovare proprio il significato del corpo, il valore del corpo, il ‘mistero’ del corpo. Occorre, per meglio dire, ritrovare il valore del corpo all’interno di quel ‘mistero’ che è l’uomo. Solo dentro questo mistero il corpo trova la sua vera collocazione, il suo ruolo, la sua grandezza e dignità. La riflessione sulla malattia, l’accoglienza e la gestione della malattia – quella propria e quella altrui – esigono questo recupero del valore del corpo”. Continua a leggere

Cara Malattia

Parlare di malattia ci spaventa. Ascoltare storie come quella di Marta o di A., o di altri, ci fa rabbrividire, perché se da un lato vediamo tanta forza, e tanta voglia di vivere, dall’altro risveglia in noi la paura che ci accada qualcosa, in forma di malattia o di morte! Come riconciliarsi, dunque, con questa nostra paura? E, soprattutto, come non permettere a questa paura di sopraffarci, affinché anche noi possiamo ‘gustare’ (come abbiamo sentito nelle esperienze in ‘le vostre storie’) la vita? Continua a leggere