Terapista e paziente: confini

Spesso mi interrogo rispetto al mio ruolo, come terapista, chiedendomi qual è la mia area di intervento, fin dove (per il bene del paziente) devo operare, e dove devo lasciargli spazio per la crescita personale. Abbiamo già più volte ribadito il concetto che riabilitare è dare alla persona la possibilità di conoscere sé stessa, prendersi in carico ed occuparsi finalmente di sé. La domanda successiva per noi riabilitatori è: ‘fin quando sono chiamato ad occuparmi della persona?’ e ‘nel momento in cui mi accorgo che la persona può camminare da sola, ho il coraggio di lasciarla andare, oppure creo legami, vincoli di dipendenza fra me e lei?’ Continua a leggere

Il valore del corpo

Recentemente mi è capitato fra le mani uno scritto di Monsignor Santo Marcianò sul valore del corpo nell’antropologia cristiana (Cosenza, 2007). Ho trovato in esso degli ottimi spunti che ben si sposano con ciò che finora è stato detto rispetto alla malattia.

“Occorre ritrovare proprio il significato del corpo, il valore del corpo, il ‘mistero’ del corpo. Occorre, per meglio dire, ritrovare il valore del corpo all’interno di quel ‘mistero’ che è l’uomo. Solo dentro questo mistero il corpo trova la sua vera collocazione, il suo ruolo, la sua grandezza e dignità. La riflessione sulla malattia, l’accoglienza e la gestione della malattia – quella propria e quella altrui – esigono questo recupero del valore del corpo”. Continua a leggere

Cara Malattia

Parlare di malattia ci spaventa. Ascoltare storie come quella di Marta o di A., o di altri, ci fa rabbrividire, perché se da un lato vediamo tanta forza, e tanta voglia di vivere, dall’altro risveglia in noi la paura che ci accada qualcosa, in forma di malattia o di morte! Come riconciliarsi, dunque, con questa nostra paura? E, soprattutto, come non permettere a questa paura di sopraffarci, affinché anche noi possiamo ‘gustare’ (come abbiamo sentito nelle esperienze in ‘le vostre storie’) la vita? Continua a leggere

Riabilitare…

Cosa vuol dire riabilitare,o rieducare? Rendere il paziente capace di fare o dire qualcosa? Oppure ‘educarlo’ a ciò che gli nuoce o a ciò che lo rende più ‘sano’? …riabilitare per me è condurre il paziente verso una profonda conoscenza e valorizzazione della propria persona e conseguentemente delle proprie abilità, nel rispetto dell’innumerevole variabilità conferita alla specie umana. Continua a leggere