FIORI DI BACH: la mia esperienza

Mi chiamo Sonia. Ho 35 anni. Sono sposata da 13 anni; ho due figli: Luca di 11 aa e Matteo di 8 aa. Lavoro da 13 anni come logopedista. Mi sono avvicinata ai fiori di Bach circa 5 anni fa, quando, scettica, non conoscevo minimamente il ‘mondo energetico’, ma mi fidavo soltanto di test tarati e di macchinari che fotografando il nostro corpo, a detta della medicina classica, ci dicono ‘come stiamo’. Quello di cui mi fidavo era il mondo empirico, quello che potevo toccare con mano, e che soprattutto, mi desse delle prove, dei risultati certi.

A consigliarmeli fu un collega. In quel periodo non ero ancora alla ricerca di me, sperduta nei meandri di chissà quale mondo!!! Accettai di assumerli, ma senza documentarmi, poiché pensavo tra me e me che non servono a niente e non mi avrebbero fatto niente (né in positivo, né in negativo). Atteggiamento ricorrente in chi esegue quello che i medici dicono senza capire perché ci accadano alcune cose!

Ebbi un’enorme sorpresa quando mi resi conto che non riuscivo a prendere questi benedetti fiori: mi davano delle crisi di tachicardia che il medico non si sapeva spiegare, data l’innocenza di tali rimedi, che non presentano effetti collaterali! Feci prove incrociate per capire se davvero erano loro a darmi questi disturbi …e non c’era dubbio! Così, quasi contenta di aver fallito (visto che non avevo la benché minima intenzione di prenderli, perché ‘era tutta una farsa’), li ‘dovetti abbandonare’. Ma il mio carissimo collega me li ripropose più volte, fino a che pian piano cominciai ad incuriosirmi, a frequentare corsi, a chiedere informazioni e a studiare i tanto incriminati fiori di Bach.

Ebbe inizio una vera e propria metamorfosi! L’empirismo dei calcoli matematici che era nella mia mente cominciò così a lasciare spazio alla scoperta di sé, del mondo circostante, della bellezza della natura e soprattutto della sua potenza.

Mi si aprirono gli occhi e cominciai a rimodellare nella mia mente il concetto di malattia. Lo diceva già Socrate diversi secoli prima di Bach:

Non permettere che alcuno ti convinca a curarlo se prima non ti abbia aperto il suo animo, giacché il grande errore che commettono i medici del nostro tempo, nel sanare le infermità, è di considerare separati lo spirito dal corpo. Non si può guarire l’uno senza curare l’altro. Dalla mente procede, infatti, sia il bene, sia il male, di lì irradiantisi al corpo e all’uomo tutto intero.

Socrate, citato da Platone nel Charmides

Il modello della medicina classica, in cui al malato ‘accade’ questa cosa terribile, che deve subire, e che si chiama malattia (ognuna ha il suo nome specifico, i suoi sintomi impacchettati in compartimenti…) cominciò a lasciar spazio ad una concezione di ‘uomo che si ammala a causa di…’, e cominciai a studiare i vari modi di gestione delle emozioni, di sentimenti, e di conseguenza i vari tipi di comportamento, tanto che questi studi effettuati su di me, sui miei figli e poi pian piano sugli altri, mi portarono ad osservare acutamente aspetti relazionali di cui prima ero totalmente ignara. E in relazione a queste scoperte cominciai a scoprire quante correlazioni ci sono tra i nostri malesseri psico-emozionali e le nostre malattie (da quelle meno serie a quelle più serie…chi ne è completamente esente?!).

Il mio percorso è ancora in atto, e non riguarda solo i fiori di Bach, ma anche la relazione tra corpo, psiche, emozioni, intelletto e livello energetico, e le varie disfunzioni-patologie che conseguono ad uno squilibrio esistente tra questi vari livelli.

Ed ora capisco perché inizialmente i fiori di Bach mi davano quelle reazioni: il mio sistema era talmente rigido in tutte le sue parti (se solo mi ricordo di quale entità erano le tensioni muscolari diffuse in tutto il corpo!!) che non accettava di essere scosso così in profondità. Sono riuscita ad assumerli senza avere disturbi soltanto dopo aver scelto volontariamente di incamminarmi verso una ‘modifica’ di alcuni pensieri, atteggiamenti e comportamenti!

Bach dice una cosa secondo me bellissima: la guarigione avviene in itinere. Non posso aspettarmi di sradicare in un sol colpo abitudini che risalgono a 35 anni fa; ma il solo fatto di aver chiaro l’obiettivo di entrare e restare nella vita, mi guarisce!

Ora mi preparo i fiori da sola, ed è una delle cose che mi appaga di più, perché prendo in mano la mia vita, nella sua interezza; decido su quali aspetti vorrei lavorare, e seleziono i rimedi che mi possono aiutare. Preparare e assumere i fiori di Bach, per me, oggi, è prendermi uno spazio tutto mio, dedicarmi a me, così come fare un bagno caldo alla fine di una giornata di lavoro. Prepararmi i fiori è mettermi in relazione con la parte più intima di me; è vedermi come parte integrante di un mondo; è gustare la vita, sentirne i profumi, vederne i colori; è scegliere chi vorrei essere; accettare vittorie e sconfitte; darmi la possibilità di ricominciare ogni giorno, per andare verso quella guarigione possibile solo in chi cammina.

A chi desiderasse approfondire il discorso sui rimedi floreali di Bach, consiglio di leggere il libro ‘Medicina Umanistica’ (Iannelli-Montenero), che tra tutti quelli letti mi risulta essere il più fedele, chiaro, ben organizzato ed accessibile anche a chi si accosta per la prima volta all’argomento.

Concludo con questa saggia riflessione di Massimo Soldati (‘Corpo e cambiamento’, 2000-2007 pg 111), che raccoglie il succo della mia esperienza personale, cui non può non rifarsi il mio modo di concepire la riabilitazione. Avrò modo di commentare questa frase in un altro articolo, ma per ora ho il mero piacere di condividerla col lettore:

“È scomodo parlare di qualcosa che la maggior parte della gente non vede e che, da quello che ho constatato nella mia pratica professionale, ha spesso forti resistenze ad accettare. È troppo rassicurante l’idea che il nostro corpo sia una macchina che quando non funziona possiamo portare dal meccanico: lui cambierà i pezzi o ingrasserà gli ingranaggi e noi staremo di nuovo bene.

Questo non coinvolge il nostro senso di responsabilità, non dobbiamo guardarci dentro, non dobbiamo guardare il nostro modo di vedere le cose e soprattutto, non dobbiamo sentirci. La maggior parte dei disturbi che l’uomo contemporaneo lamenta vengono proprio dal non sentirsi, dal non fermarsi ad ascoltare… e quando incomincia l’ascolto di sé, comincia la percezione dell’energia”.

Perfettamente in linea col pensiero di Edward Bach!

Sonia Chialastri

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3 pensieri su “FIORI DI BACH: la mia esperienza

  1. che dire…l’esperienza + chiara ed esplicativa doveva essere x forza la tua. Mi colpisce molto la frase di Socrate, incredibile come tutto torna inesorabilmente alla natura delle cose…come sempre, grazie

  2. Ciao Sonia,anche sono rimasta fulminata e incredula dall’azione immediata e positiva dei fiori di Bach,almeno per la mia esperinaza.
    Volevo chiederti un consiglio se possibile,il mio bimbo di 21 mesi Matteo non parla ancora solo mammae papà ma ogni tanto..il mio ped dice di non preoccuparmi….ma io lo sono e molto…
    Volevo iniziare con i fiori,su un libro ho letto che viene usato il fiore californiano Cosmos, e in quelli di Bach? Ho visto il Larch è indicato in questi casi,mi sapreti per favore indicare il fiore giusto per il nostro problema?Matty è un bimbo vispo,intelligente,attivo moooolto sorridente e socievole,solo che è pigro con le parole per ora..primadi rivolgermi a un medico vorrei iniziare con i fiori,ci credo davvero tanto.
    Grazie e scusa il disturbo
    Ada

  3. ciao Sonia, sono anch’io una di quelle persone e in particolare una di quelle logopediste che si interroga riguardo al mondo energetico e oltre…mi piacerebbe molto avere un contronto con te. Aspetto fiduciosa un contatto per email e grazie per la tua testimonianza :)

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