DSA: la DISORTOGRAFIA

La disortografia, come già detto, è un disturbo che riguarda la difficoltà nell’apprendimento delle regole ortografiche, in assenza di carenze di insegnamento.

Per noi operatori è facile capire quando un bambino è disortografico, perché genitori e insegnanti raccontano che i loro quaderni sono pieni di errori, e che più e più volte (per lo più arrabbiandosi), le mamme hanno spiegato come si scrivono alcune parole, ma questi bambini continuano a sbagliare… così si arriva a strappare la pagina e a far ricopiare ripetutamente le parole scritte in maniera errata. Strategia che non serve a promuovere la memorizzazione delle regole ortografiche, ma ad umiliare e demotivare il bambino, che non sa proprio come poter fare per non fare errori.

Gli errori possono essere di vario tipo, e possono riguardare:

  • Le doppie;

  • Le fusioni e separazioni illegali (parole scritte tutte attaccate, oppure staccate quando non dovrebbero esserlo);

  • L’uso dell’h;

  • L’apostrofo;

  • L’accento;

  • I gruppi consonantici (sc, gn, gl…);

  • Le omissioni o aggiunte di grafemi (aggiunta o omissione di ‘lettere’);

  • Confusione fra suoni simili (f/v; p/b; t/d…).

La soluzione non sta nel ‘punire’ il bambino, né nel fargli fare lunghi sterili copiati, né tantomeno nel sottolineare in rosso le parole sbagliate, ma nel fare un intervento specifico, che va a lavorare anche sulle capacità che sono a monte dell’apprendimento dell’ortografia, quali la memoria, l’attenzione, la memoria di lavoro, etc.

Semmai, una strategia che può essere utile è far scrivere il b. al computer attivando il correttore grammaticale, in modo che, vedendo la sottolineatura, possa interrogarsi sul come ha scritto la parola, e tentare delle correzioni senza l’ausilio dell’adulto.

Ma ben più importante delle mie chiacchiere, è la testimonianza di C., una ragazza di 13 anni, che l’estate scorsa ha accettato di scrivere qualcosa di sé e della sua difficoltà, per renderla pubblica. C. è arrivata in I media senza sapere di essere fortemente disortografica, ed ha vissuto questi anni di scolarizzazione chiedendosi come mai in matematica prendesse voti altissimi, mentre in italiano proprio non riusciva a capire come doveva scrivere per non fare errori… la breve testimonianza di C. presenta ancora degli errori, che volutamente non ho corretto, d’accordo con lei, proprio per rendere più efficace la comprensione della sua problematica. Ecco le sue parole:

“Ciao ragazzi, voi per caso dovete andare dalla logopedista? io si, per problemi di doppie. Ci sono andata per ora solo otto volte, e sono molto migliorata a scrivere. Al inizio neanche ci volevo andare perché avevo già avuto esperienze con una psicologa, ma adesso vi devo dire il mio primo incontro, non volevo andarci neanche per tutto l’ oro del mondo . Ma dopo la logopedista era molto simpatica, e mia fato cambiare idea, da li sono migliorata e o fatto esercizi la e a casa. Gli esercizi che o fatto la erano di attenzione, doppie ,accenti e molte atre cose. L’esercizio che mie più piaciuto è quello di scrivere una storia al computer, infatti il computer ti aiuta molto perché ti fa vedere gli errori, ma non tutti… Io ho finito la prima media, la mia pagella era abbastanza bella, però ho avuto dieci a matematica e cinque a italiano, non e normale… Ora o capito perché: ho una disortografia”.

Ringraziamo C. che attraverso la sua testimonianza ci ha dato la possibilità di riflettere!

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Un pensiero su “DSA: la DISORTOGRAFIA

  1. Io sono un’insegnante di liceo e devo purtroppo ammettere che spesso mi arrivano dalla scuola media ragazzi e ragazze con vari disturbi di apprendimento mai segnalati nel corso degli anni. E’ vero ,questi ragazzi soffrono, si tengono in ombra, si vergognano. E’ bello raccogliere queste testimonianze. Sono testimonianze di gioia ritrovata. Di dignità ritrovata. Grazie Sonia, da parte di una persona che ama i giovani e il suo lavoro con loro. Esattamente come te.

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